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Danno antitrust e perdita di avviamento

La concorrenza sleale posta in essere da chi abusa di una posizione dominante o attua intese restrittive della concorrenza causa un danno antitrust che è inquadrabile anche in termini di maggiore avviamento (per chi realizza l’abuso) ovvero di avviamento negativo (badwill) per il danneggiato. Tra i danneggiati, vi è anche la collettività, privata dell’accesso ad un regime di libera concorrenza che tende a massimizzare il rapporto qualità / prezzo (value for money). L’avviamento è un concetto giuridico, economico e contabile correlato con rendite monopolistiche, che possono sfociare in violazioni del regime di libera concorrenza, con problematiche di antitrust. Le componenti del danno antitrust sono esprimibili nei termini civilistici di danno emergente e lucro cessante, con perdita di chances e danno all’immagine. Tali fattispecie concorrono, a vario titolo, ad integrare il concetto di avviamento, la cui erosione comporta un decremento di marginalità a livello economico e finanziario.

Nuovi intangibili e bancabilità dell’innovazione digitale

La valutazione dei beni immateriali rappresenta un elemento sempre più imprescindibile nella stima del valore che le aziende creano e che dipende da capacità distintive intangibili, non facili da rappresentare contabilmente e quindi da misurare con un approccio standard.  Tale complessità di valutazione aumenta anche con l’affermarsi delle nuove tecnologie nei modelli di business e nei processi operativi delle aziende, imponendo ai valutatori la necessità di allargare il campo di analisi ai nuovi intangibili, ai fini della valutazione della relativa bancabilità.

La valutazione delle blockchain: Internet of Value, network digitali e smart transaction

La blockchain (catena di blocchi) è un registro digitale decentralizzato, corrispondente a un database aperto e distribuito contenente una sequenza di dati condivisi e immutabili, concatenati in ordine cronologico.
Le applicazioni pratiche sono rilevanti e non più confinate alle cripto-valute, anche grazie agli smart contract. La tecnologia blockchain può essere usata per la compilazione di libri mastri per riportare dati sulle vendite (anche nell’ambito del commercio elettronico), memorizzare dati sul copyright ovvero tracciare gli accessi digitali. Attraverso l’Internet of Value, si possono trasferire valori senza bisogno di intermediari, sfruttando network digitali in cui diversi soggetti interagiscono, contribuendo alla co-creazione di valore. La valutazione presenta punti di intersezione con altri intangibili digitali (database, Internet delle Cose, big data, etc.) ed è imperniata anzitutto sui risparmi di costi derivanti dall’utilizzo delle blockchain

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Business Plan (ENG)

SMART HOSPITALS AND PATIENT-CENTERED GOVERNANCE

This paper explores innovative governance models in the healthcare sector. Patients are a key albeit under-investigated stakeholder and smart technologies applied to public healthcare represent a trendy innovation that reshapes the value-driving proposition. This study contributes to the best practice improvement in this sector, showing how health governance can balance the interests of conflicting stakeholders (patients, staff, politicians, private providers, banks, suppliers, etc.) when technology-driven (smart) investments are realized. Characteristics of smart hospitals are critically examined, and governance solutions are considered, together with private actors’ involvement and flexible forms of remuneration. Smart hospitals are so complicated that they may require sophisticated Public-Private Partnerships (PPP). Public players lack innovative skills, whereas private actors seek additional remuneration for their non-routine efforts and higher risk. PPP represents a feasible governance framework, especially if linked to Project Financing (PF) investment patterns. Results-Based Financing (RBF) softens traditional PPP criticalities as availability payment sustainability or risk transfer compensation. Waste of public money can consequently be reduced, and private bankability improved. Patient-centered smart hospitals reshape traditional healthcare governance, with savings and efficiency gains that meliorate timeliness and execution of cares. Transformation of in-patients to out-patients and then home-patients represents, whenever possible, a mighty goal.

Can Public-Private Partnerships Foster Investment Sustainability in Smart Hospitals?

This article addresses the relationship between Public-Private Partnerships (PPP) and the sustainability of public spending in smart hospitals. Smart (technological) hospitals represent long-termed investments where public and private players interact with banking institutions and eventually patients, to satisfy a core welfare need. Characteristics of smart hospitals are critically examined, together with private actors’ involvement and flexible forms of remuneration. Technology-driven smart hospitals are so complicated that they may require sophisticated PPP. Public players lack innovative skills, whereas private actors seek additional compensation for their non-routine efforts and higher risk. PPP represents a feasible framework, especially if linked to Project Financing (PF) investment patterns. Whereas the social impact of healthcare investments seems evident, their financial coverage raises growing concern in a capital rationing context where shrinking public resources must cope with the growing needs of chronic elder patients. Results-Based Financing (RBF) is a pay-by-result methodology that softens traditional PPP criticalities as availability payment sustainability or risk transfer compensation. Waste of public money can consequently be reduced, and private bankability improved. In this study, we examine why and how advanced Information Technology (IT) solutions implemented in “Smart Hospitals” should produce a positive social impact by increasing at the same time health sustainability and quality of care. Patient-centered smart hospitals realized through PPP schemes, reshape traditional healthcare supply chains with savings and efficiency gains that improve timeliness and execution of care.

L’intelligenza artificiale: modelli di business e profili di valutazione

L’intelligenza artificiale consente di pensare e agire umanamente e razionalmente attraverso sistemi hardware e programmi software capaci di fornire prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza naturale (umana).
Le applicazioni sono sempre più estese, grazie anche ai big data oggi disponibili e alla capacità di auto-apprendimento (machine learning) ovvero alle sinergie con l’intelligenza naturale, che per visione e flessibilità resta insostituibile.
La disamina dei modelli di business delle imprese che fondano le loro strategie sull’intelligenza artificiale ovvero, più estesamente, delle imprese anche tradizionali che ne utilizzano talune applicazioni, è propedeutica ad un inquadramento delle problematiche giuridiche (ancora pionieristiche) e dei profili di valutazione economica.

Scissioni e credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo

La disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, introdotta dall’articolo 3, D.L. 145/2013, pone una serie di problematiche applicative nei casi in cui i soggetti beneficiari del bonus siano interessati da operazioni straordinarie, che possono essere intervenute anche nel corso del triennio rilevante per il calcolo del parametro storico di riferimento. La circolare n. 10/E/2018 illustra, fra l’altro, alcune particolarità relative alla scissione societaria rispetto alla fusione.

I beni immateriali: valutazione e merito creditizio

Indice

La valutazione del portafoglio clienti: avviamento e concorrenza sleale

Il portafoglio clienti costituisce un asset rilevante per ciascuna azienda e, se acquisito a titolo oneroso, è di norma rappresentato all’interno della voce avviamento. Accanto alle tradizionali metodologie di valutazione delle aziende (metodo misto con stima autonoma dell’avviamento), ve ne sono di specifiche (Customer Lifetime Value, opzioni reali o criterio equitativo del MOL). La customer equity (patrimonio di clientela) rappresenta il valore economico delle relazioni con i clienti, in un’ottica di patrimonializzazione del valore del portafoglio clientela, che assume rilievo nell’ambito di atti di concorrenza sleale volti alla sottrazione/sviamento/storno di clientela.

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