Category: Diritto societario

Ipotesi in cui si rende necessaria la redazione di una situazione patrimoniale infrannuale

La normativa civilistica prevede alcuni casi in cui si richiede la predisposizione di bilanci straordinari. La Massima n. 25 del Consiglio Notarile della Campania indica altre ipotesi, relative a delibere assembleari concernenti il capitale sociale, in cui si rende necessaria la predisposizione di una situazione patrimoniale infrannuale. I criteri per la predisposizione dei bilanci straordinari sono indicati dai principi contabili nazionali e internazionali. La revoca dello stato di liquidazione e l’informativa semestrale (di cui all’art. 2381 c.c.) costituiscono ulteriori esempi in cui potrebbe rendersi necessaria la predisposizione di un bilancio intermedio.

 

LA CESSIONE AGEVOLATA DI BENI AI SOCI IN ALTERNATIVA ALL’ASSEGNAZIONE

La cessione agevolata di beni ai soci, reintrodotta dalla Legge di Stabilità 2016, può consentire di superare alcune problematiche correlate all’assegnazione (come, ad esempio, la non proporzionalità dell’estromissione, l’assenza di riserve disponibili, etc.). L’operazione deve essere perfezionata entro il 30 settembre 2016, mentre l’eventuale imposta sostitutiva (per il 60% del suo ammontare) deve essere versata dalla società entro il 30 novembre 2016. I primi chiarimenti in materia sono contenuti nella Circ. Min. n. 26/E del 1° giugno 2016.7

ROL E (IN)DEDUCIBILITÀ DEGLI INTERESSI PASSIVI: UN’IMPOSIZIONE PROCICLICAMENTE RECESSIVA

Le norme restrittive in tema di deducibilità degli interessi passivi comportano particolari problematiche nell’attuale contesto congiunturale recessivo, interagendo con diverse problematiche, a cominciare dal credit crunch, e ingenerando effetti perversi, non sempre percepiti in tutta la loro gravità. Per le imprese più fragili, fiaccate da anni molto difficili, l’asticella della deducibilità degli interessi passivi è fissata troppo in alto, con un impatto pro ciclico che aggrava la spirale negativa, senza alcun impatto apprezzabile sul gettito e anzi con l’effetto di contribuire alla scomparsa di soggetti passivi. L’impatto fiscale dell’indeducibilità degli interessi passivi interagisce anche con la crescita dello spread dei finanziamenti, cui si accompagna un irrigidimento della struttura finanziaria delle imprese. Se la normativa sull’indeducibilità degli interessi che eccedono il 30 % del ROL ha un impatto formalmente solo sul conto economico, coerentemente con la determinazione della base imponibile, essa in realtà trae le sue origini anche dallo stock di debito accumulato nel passivo di stato patrimoniale, di cui gli interessi passivi rappresentano la remunerazione. Ne deriva pertanto una contiguità con le abrogate norme in tema di thin capitalization, miranti a contrastare la sottocapitalizzazione e il conseguente elevato leverage. L’irrigidimento della struttura finanziaria delle imprese non performanti e indebitate, assoggettate alla normativa sul ROL, deriva non solo da una crescita quantitativa degli oneri finanziari, connessi ad un indebitamento cresciuto e unitariamente più oneroso, ma anche dai mutamenti, spesso surrettizi e impercettibili, della sua composizione qualitativa, in cui diminuisce la parte variabile (tasso Euribor base) e cresce, più che proporzionalmente, lo spread fisso. La difficoltà delle imprese finanziariamente poco strutturate a porre in essere strategie di immunizzazione finanziaria nell’ambito di applicazione di modelli di asset & liability management, rappresenta un’ulteriore criticità, che si rinsalda con le restrizioni fiscali, creando un effetto perverso, forse involontario ma non per questo meno pernicioso. Una lungimirante pianificazione fiscale dovrebbe ispirarsi alla sopravvivenza del “cliente – contribuente”, anche attraverso una sterilizzazione di queste normative, quanto meno in periodo di crisi, seguendo l’esempio dell’ammorbidimento di studi di settore che la congiuntura di settore ha reso pervicacemente insostenibili.

La relazione semestrale delle società per azioni e i piani strategici, industriali e finanziari ex art. 2381 c.c.: un caso pratico

Le informazioni sull’andamento e sulle prospettive della società rivestono un ruolo sempre più importante nel rispondere alle aspettative degli stakeholders (anzitutto i nuovi soci e le banche, ma anche i dipendenti, i clienti e fornitori …). L’art. 2381 c.c., obbligatoriamente applicabile alle S.p.a., impone agli organi delegati di fornire un’adeguata informativa in tal senso.

Recesso del socio di S.p.a. e comunicazione del valore di liquidazione delle azioni ex art. 2437-ter, 5° comma, c.c.,

© 2020 prof. Roberto Moro Visconti

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