Category: Valutazioni d’azienda e di intangibles (page 1 of 3)

La valutazione delle blockchain: Internet of Value, network digitali e smart transaction

La blockchain (catena di blocchi) è un registro digitale decentralizzato, corrispondente a un database aperto e distribuito contenente una sequenza di dati condivisi e immutabili, concatenati in ordine cronologico.
Le applicazioni pratiche sono rilevanti e non più confinate alle cripto-valute, anche grazie agli smart contract. La tecnologia blockchain può essere usata per la compilazione di libri mastri per riportare dati sulle vendite (anche nell’ambito del commercio elettronico), memorizzare dati sul copyright ovvero tracciare gli accessi digitali. Attraverso l’Internet of Value, si possono trasferire valori senza bisogno di intermediari, sfruttando network digitali in cui diversi soggetti interagiscono, contribuendo alla co-creazione di valore. La valutazione presenta punti di intersezione con altri intangibili digitali (database, Internet delle Cose, big data, etc.) ed è imperniata anzitutto sui risparmi di costi derivanti dall’utilizzo delle blockchain

.

L’intelligenza artificiale: modelli di business e profili di valutazione

L’intelligenza artificiale consente di pensare e agire umanamente e razionalmente attraverso sistemi hardware e programmi software capaci di fornire prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza naturale (umana).
Le applicazioni sono sempre più estese, grazie anche ai big data oggi disponibili e alla capacità di auto-apprendimento (machine learning) ovvero alle sinergie con l’intelligenza naturale, che per visione e flessibilità resta insostituibile.
La disamina dei modelli di business delle imprese che fondano le loro strategie sull’intelligenza artificiale ovvero, più estesamente, delle imprese anche tradizionali che ne utilizzano talune applicazioni, è propedeutica ad un inquadramento delle problematiche giuridiche (ancora pionieristiche) e dei profili di valutazione economica.

I beni immateriali: valutazione e merito creditizio

Indice

La valutazione del portafoglio clienti: avviamento e concorrenza sleale

Il portafoglio clienti costituisce un asset rilevante per ciascuna azienda e, se acquisito a titolo oneroso, è di norma rappresentato all’interno della voce avviamento. Accanto alle tradizionali metodologie di valutazione delle aziende (metodo misto con stima autonoma dell’avviamento), ve ne sono di specifiche (Customer Lifetime Value, opzioni reali o criterio equitativo del MOL). La customer equity (patrimonio di clientela) rappresenta il valore economico delle relazioni con i clienti, in un’ottica di patrimonializzazione del valore del portafoglio clientela, che assume rilievo nell’ambito di atti di concorrenza sleale volti alla sottrazione/sviamento/storno di clientela.

La valutazione economica dei database (banche dati)

Le banche dati (database) rappresentano raccolte di opere e dati tipicamente accessibili grazie a strumenti informatici. Le tecnologie digitali permettono di gestire, archiviare e processare quantità enormi di informazioni, anche grazie ai big data o ai sensori legati all’Internet delle Cose. Le banche dati, unitamente ai programmi per elaboratori, sono tutelate dalle norme sul diritto d’autore in quanto opere di carattere creativo (come il software) quanto a scelta o disposizione del materiale. La valorizzazione si fonda anzitutto sulle royalties attese per la consultazione dei database o sulla co-creazione e condivisione del valore tra proprietari e utenti.

Valutazione dei brevetti e stima del danno da contraffazione

La valutazione economica dei brevetti è propedeutica alla stima del danno da contraffazione o da atti di concorrenza sleale, ovvero per finalità stragiudiziali (congruità delle royalties nel patent licensing e technology transfer; conferimenti e altre operazioni straordinarie, etc.). I brevetti sono valutabili anche nell’ambito di innovazioni di prodotto e di processo che sinergicamente coinvolgono altri intangibili come know-how o marchi e possono far temporaneamente emergere rendite monopolistiche. Tra i metodi di valutazione, rilevano a livello comparativo le royalties presunte o il reddito incrementale derivanti dallo sfruttamento dei brevetti, ovvero il costo-opportunità di una loro riproduzione e le opzioni reali connesse alla flessibilità di un loro potenziale utilizzo.

Internet delle cose, networks e plusvalore della connettività

L’Internet delle cose si basa su tecnologie che trasformano oggetti “inanimati”, dotati di sensori che raccolgono e scambiano dati, in dispositivi interconnessi. La connettività tra oggetti, il network-web (come piattaforma virtuale di interscambio) e gli intangibili, rappresenta una leva di creazione di valore, attraverso innovazioni di prodotto e di processo. Le conseguenze di questi mutamenti epocali delle funzionalità e potenzialità degli intangibili pongono rilevanti quesiti giuridici, anzitutto in tema di responsabilità, privacy e sicurezza, in ordinamenti giuridici diversi e disordinatamente connessi in tempo reale.

Malaria diagnosis and mapping with m-Health and geographic information systems (GIS): evidence from Uganda

The application of m-Health technologies could improve access to medical services for distant populations. Affordable remote malaria diagnosis could help to decongest health facilities, reducing costs and contagion. The combination of m-Health and GIS could provide real-time and geo-localized data transmission, improving antimalarial strategies in Uganda. Scalability to other countries and diseases looks promising.

 

PATENT BOX: CRITERI DI STIMA DEL “CONTRIBUTO ECONOMICO” AL REDDITO D’IMPRESA

La legge di Stabilità 2015 ha introdotto nel nostro ordinamento il c.d. “Patent box”, che rappresenta un regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali e/o dalla loro cessione. Uno degli aspetti di maggiore criticità, che rileva necessariamente ai fini dell’individuazione del reddito agevolabile, riguarda la stima del c.d. “contributo economico” del bene immateriale, per la quale l’Amministrazione Finanziaria fa riferimento alle Linee Guida OCSE del 2010 in tema di transfer pricing. L’Organismo Italiano di Valutazione (OIV) ha proposto alcuni metodi complementari di stima desunti dalla prassi professionale.

31

La valutazione delle mobile app

Le app sono programmi utilizzati dai dispositivi mobili (smartphone, tablet, smartwatch …), ormai diffusissimi, per i più svariati utilizzi (funzionamento del sistema, chat, giochi, social network, geolocalizzazione, e-commerce …), disponibili per il download su apposite piattaforme digitali (store). Il loro inquadramento giuridico e fiscale è tuttora oggetto di discussione anche sulla base della distinzione tra sviluppatore e di-stributore. La valutazione economica delle app si basa sulle metodologie di stima del software opportunamente adat-tate alla fattispecie concreta (flussi economici o finanziari incrementali; royalties attese …), considerando la potenziale applicabilità su larga scala, con ricavi potenzialmente esponenziali e costi incrementali ridotti.

Older posts

© 2020 prof. Roberto Moro Visconti

partita IVA 11532180152Up ↑

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi